DIARIO DI UN' ADOLESCENTE AL TEMPO DEL COVID-19

3/04/2020                          

 Caro diario,

come ben sai, questo non è un momento facile per noi italiani,

ma non solo per noi, anche per molte altre parti del mondo.

In tutta sincerità all’inizio avevo sottovalutato la situazione, trovavo ingiusta la continua richiesta di restare a casa e di uscire solo ed esclusivamente per compiere spese di prima necessità,

col passare dei giorni questa richiesta si evolve in un vero e proprio obbligo, alla tv non si sente parlare d’altro di questa epidemia, pubblicità su pubblicità in cui ci si raccomanda di restare a casa e di lavarsi le mani.

con il costante prolungamento dei giorni di quarantena e con tutti gli aggiornamenti che ci fornisce la rete quotidianamente, ho iniziato a capire che il ‘’non uscire’’ è davvero importante, non solo per la mia salute ma anche per quella degli altri.

Ovviamente non è per niente semplice, personalmente dopo la prima settimana di quarantena sentivo già la mancanza di tutte le mie abitudini, in particolare della scuola.

Questo periodo che stiamo vivendo obbliga noi studenti a cambiare pure il modo di partecipare alle lezioni, effettuando videoconferenze in cui il professore si rende disponibile per andare avanti con i vari programmi scolastici.

Partecipare alle lezioni virtualmente, per quanto possa essere utile, crea davvero molti disagi alla maggior parte degli studenti e dei docenti proprio perché è una situazione nuova per tutti e il riuscire a seguire la lezione in modo diverso da come siamo tutti abituati, dal mio punto di vista, non è per niente semplice.

Questo crea ulteriori ansie perché i sistemi di valutazione che i docenti sono costretti ad usare sono diversi, e il non sapere con certezza quando tutto questo sarà finalmente finito non aiuta.

Guardando la situazione da un'altra prospettiva possiamo vedere che questa epidemia valutata come un enorme problema, riscontra anche alcuni lati positivi:

grazie alla chiusura di molte fabbriche, e la diminuzione delle auto in circolazione, il pianeta respira di nuovo, nelle metropoli cinesi l’inquinamento dell’aria si abbassa a livelli mai visti, si ha la possibilità di dedicare del tempo alla propria famiglia e si è creata molta solidarietà tra il popolo.

Per non parlare dell’esplosione della creatività, gente che impara a suonare nuovi strumenti, concerti improvvisati nei propri balconi, persone che iniziano a dipingere o imparano a cucinare e tutti i medici e gli infermieri a volte resi invisibili prendono valore e vengono considerati degli eroi.

Quando ripenso a tutte le cose positive che ci stanno accadendo in questo periodo di sconforto mi chiedo ‘’ma ci voleva proprio un virus per ribilanciare le cose?’’



Angelica Clara Gobbi