ESSERE UN OSS AL TEMPO DEL COVID-19

  

Ciao Marzia eccoti il mio pensiero sul momento Covid-19. 

Un bacione Chiara Santi


Eccoci pure noi.

Siamo i “lavaculi”. Quelli dimenticati da tutti.

Oss che lavorano in RSA (casa di riposo) … già ci siamo pure noi in mezzo a questa merda. Siamo quella figura in prima linea affianco all’infermiere, che sta a stretto contatto con gli anziani, ma vedo che tutti si sono dimenticati di noi, che lottiamo come gli altri e che abbiamo tanta paura, e per questo non siamo ne ben retribuiti e nemmeno riconosciuti.

Sembra tanto facile vista da fuori, ma la realtà in una casa di riposo non è proprio una passeggiata ai tempi del coronavirus.

Mancano i DPI. Ci ritroviamo con mascherine cucine a mano, o le monouso che in realtà monouso non lo sono visto che ad ogni fine turno ce le portiamo a casa e le laviamo e le facciamo bollire a 90 gradi, pronte per il turno successivo. Ah rigorosamente chirurgiche, non sia mai avere qualcosa di più serio.

Dobbiamo evitare sprechi di guanti perché non ce ne sono abbastanza. E vogliamo parlare del gel igienizzante per mani?? Beh ovvio, nemmeno quello ce, a meno che non sia tu a portartelo da casa.

Ci ritroviamo con la tristezza negli occhi degli anziani e la malinconia per la mancanza dei figli che non vedono da troppo tempo, se non in videochiamata per 5 minuti.

Gli sorridiamo da sotto le mascherine, cerchiamo di dar loro conforto, ma siamo i primi ad aver paura non sapendo che succede.

Io non voglio essere ringraziata, voglio solo che quando tutto questo sarà finito, perché finirà, qualcuno si ricordi di noi OSS. Noi vogliamo essere riconosciuti sempre, non solo di fronte ad un’emergenza che sta facendo il giro del mondo, ma anche di fronte alle emergenze che restano tra le mura di un reparto, di una corsia, di una camera da letto.

Perché noi le emergenze le viviamo tutti i giorni. E abbiamo paura, tanta. Ma non possiamo, dobbiamo combatterla, farci forza e affrontarla nei migliori dei modi.

Noi i morti li vediamo ogni giorno, vediamo la paura negli occhi dei nostri ospiti che ci chiedono di non abbandonarli, anche se a ucciderli non è il COVID-19 ma un’altra malattia. E noi quegli occhi non li scorderemo mai.

E non vogliamo che ci chiamate angeli, vogliamo solo che ci portiate rispetto. Perché noi valiamo più di 100€, le nostre vite valgono più di 100€, il nostro lavoro vale più di 100€. Il lavoro che ci siamo scelti e che non cambieremo mai nonostante le difficoltà.

Perché ce l’abbiamo dentro, siamo felici quando aiutiamo.

Grazie!